DALLE MEMORIE DEI MONUMENTI
ALLE RICOSTRUZIONI STORIOGRAFICHE


Proposte per un percorso didattico sui monumenti alla Resistenza del Massiccio del Grappa

di Amerigo Manesso - Istresco


Foto dei MONUMENTI ALLA RESISTENZA
nei comuni trevigiani legati alla Resistenza sul Grappa
I monumenti alla Resistenza realizzati nel territorio del Massiccio del Grappa consentono di attivare interessanti percorsi didattici sui meccanismi della memoria, perché il monumento è, per sua natura, un segno collocato intenzionalmente per tramandare una precisa memoria.Gli obiettivi per un'attività didattica, da programmare e graduare a seconda dell'età e delle competenze degli alunni, possono essere così formulati prevedendo che gli alunni siano in grado di:
Leggere un monumento nei suoi elementi compositivi e stilistici
Cogliere il valore della presenza dei monumenti nel territorio
Cogliere la memoria che il monumento tramanda
Individuare il gruppo/i gruppi depositari di tale memoria
Confrontare queste memorie con alcuni esiti delle ricostruzioni storiografiche
Il percorso che si propone ruota attorno a delle ipotesi di ricerca, più che a tesi già dimostrate o ad affermazioni che abbiano già riscosso consenso tra gli studiosi.
Si tratta di capire le ragioni di una "polverizzazione" dei monumenti alla resistenza nel territorio; della loro diversa densità nei vari territori comunali e della funzione della loro collocazione
Può anche essere interessante capire perché, escludendo il Monumento al Partigiano di Cima Grappa, si sia ricorso ad una tipologia che potremmo definire "minore" (lapidi, cippi, steli) e che tale risulta se confrontata con i monumenti che celebrano la memoria della I Guerra mondiale che, in ogni comune, vennero costruiti tra gli anni 20 e 30
Certamente particolare è la memoria che questa tipologia monumentale tramanda, caratterizzata da una precisa selezione degli elementi e dall'uso di registri quali quelli del "martirio" e della lotta contro la "barbarie nazista". Memoria selettiva quindi e proprio per questo interessante, anche per le omissioni di cui si può prendere coscienza mediante la consultazione delle ricerche storiografiche
Attorno a questo tema, una stimolante ipotesi di ricerca di approfondimento potrebbe valutare le diverse appartenenze che la memoria della I Guerra mondiale e la memoria della Resistenza hanno prodotto: certamente più generale e condivisa la prima; di parte e ancora lacerante la seconda
Strettamente connesso a questo nodo appare anche il tema della committenza, a volte pubblica (Amministrazioni comunali), più spesso di parte (Associazioni di partigiani), talora perfino individuale (la famiglia)
Particolare e molto articolato si presenta anche il rapporto tra le memorie proposte dai monumenti e le ricostruzioni storiografiche

1. Analisi quantitative sui monumenti
Una prima forma di indagine sul fenomeno può partire dal conoscere quanti siano i monumenti alla Resistenza presenti nel Massiccio del Grappa, come siano distribuiti nei vati comuni e quali siano i comuni con il maggior numero di monumenti.

A. Censire i monumenti. Risulta utile costruire una tabella a doppia entrata che consenta di censire, in base all'anno di realizzazione, alla localizzazione, alla tipologia e alla committenza i monumenti alla Resistenza.


Per la committenza usare: AC = amministrazione comunale, AP = associazioni partigiane, A = altri

1. Tra le numerose operazioni che la tabella consente, proponiamo di riflettere sul fatto della diversa quantità di monumenti presenti nei vari comuni. Varie possono essere le ipotesi che si possono avanzare per spiegare questo fenomeno:

La diversa geografia della Resistenza e degli episodi ad essa legati

La casualità di una serie di eventi

La diversa volontà delle comunità locali di fissare la memoria di questi eventi

........
Alcune risposte per sciogliere gli interrogativi possono derivare dalla consultazione di testi di storia locale dove siano narrati i fatti resistenziali; di documentazione depositata presso il Centro dii Crespano, o presso le sezioni locali delle Associazioni partigiane.
2. Un dato che può essere immediatamente colto e che riveste notevole importanza è quello relativo alle date di realizzazione dei monumenti, che consentono di stabilire la distanza che intercorre tra l'epoca dei fatti e l'intervento per conservarne pubblicamente la memoria.

Si potrà verificare se l'epoca di realizzazione sia in riferimento ad un periodo nel quale la memoria della Resistenza ha potuto essere proposta pubblicamente

Il confronto con i monumenti alla I Guerra mondiale, realizzati a partire dall'inizio degli anni 20 può introdurre all'analisi dei rapporti che intercorrono tra clima sociale -politico e proposizione delle memorie
B. La mappatura di un territorio. Partendo dai comuni con il maggior numero di monumenti, (Crespano del Grappa e Borso del Grappa) può essere interessante segnare in una cartina del loro territorio (che può essere richiesta agli Uffici tecnici), la collocazione dei monumenti. L'attività viene proposta su scala comunale.
E' opportuno individuare anche quelli o - quasi sicuramente quello - ai caduti della I guerra mondiale.
Sarà interessante cogliere il nesso tra conformazione del territorio e fatti attestati dai monumenti
E' importante capire quale funzione abbia il monumento collocato, spesso, nel luogo dove accadde il fatto ricordato, anche se in ambienti poco accessibili o di scarso passaggio del pubblico (Luogo reso sacro - memoria come pellegrinaggio)
Prendendo atto della "polverizzazione" dei monumenti alla Resistenza, in rapporto all'unicità dei monumenti relativi alla I Guerra mondiale, si può indagare sulle ragioni di scelte così diverse:

I Guerra mondiale: ottemperanza alle disposizioni dello stato fascista, ma anche partecipazione convinta alla costruzione del mito della "Grande Guerra" da parte di gruppi (reduci.) e delle comunità locali

Resistenza: divisione interna alla società e alle comunità locali sulla memoria della guerra di liberazione

2. Analisi qualitative sui monumenti
La comprensione delle potenzialità comunicative di un monumento passa necessariamente attraverso una analisi degli elementi figurativi e linguistici che lo compongono.
Deve essere valutata anzitutto la tipologia ricorrente dei monumenti alla resistenza nel Massiccio del Grappa, che può essere indicata in lapidi, cippi e steli; tipologia "minore" quindi, rispetto a ciò che comunemente si intende per monumento.
All'interno di questo repertorio vanno rilevati:

Quali elementi di simbolismo sono presenti in una lapide/ in un cippo/ in una stele

Quali grammatiche sia necessario conoscere per decodificare questi elementi di simbolismo, apprezzando le potenzialità comunicative che possiedono

Quali diversi elementi di simbolismo sono presenti in un monumento ai caduti della I Guerra mondiale; grazie a quali competenze possano essere compresi e di quali messaggi sono portatori
Dalla comparazione delle letture dovrebbero emergere le somiglianze, ma soprattutto le differenze tra monumento ai caduti della I Guerra mondiale e monumenti alla Resistenza, in ordine alla grammatica compositiva e ai canali comunicativi privilegiati.
Il riferimento ai singoli monumenti sulla Resistenza nel Grappa, ognuno di essi può essere compreso nella sua specificità ponendo l'attenzione su:

La prevalenza/o secondarietà dell'elemento architettonico

La rilevanza della comunicazione verbale che, generalmente, comprende l'indicazione delle persone coinvolte, il fatto verificatosi nel luogo e la data
Individuazione dei registri linguistici ricorrenti nelle lapidi, nei cippi, nelle steli.

L'analisi delle iscrizioni dovrebbe consentire di individuare i registri utilizzati per rappresentare i fatti della resistenza. I più frequenti sembrano quelli del "martirio" e della lotta contro la "barbarie nazista"

Interessante è anche rilevare quali, tra le numerose categorie di fatti della resistenza, sono oggetto di memoria attraverso lapidi-cippi-steli; quali invece non compaiono tra gli eventi da tramandare

Ulteriore ipotesi di ricerca potrebbe essere quella di capire da chi e con quali criteri sia stata fatta l'eventuale selezione. Probabilmente, si possono individuare due fattori che hanno diversamente influito in queste operazioni:


Un "filtro" interno alle organizzazioni in cui si sono raccolti i protagonisti della Resistenza, che hanno perseguito, nel tempo, l'obiettivo di accreditare la loro esperienza


Le opposizioni esterne al mondo resistenziale che hanno contrastato il riconoscimento del valore della Resistenza

3. Analisi della committenza
La committenza gioca un ruolo molto importante nel determinare la struttura e il messaggio espresso da un monumento.
Può certamente essere interessante mettere in relazione:

Committenza e tipologia di monumento

Committenza e fatti ricordati

Committenza e registro utilizzato
A livello di confronto risulta molto interessante rapportare l'analisi della committenza dei monumenti sulla resistenza con quella relativa ai monumenti ai caduti della I Guerra mondiale, voluti dal fascismo e realizzati secondo prescrizioni emanate dallo stato centrale

4. Una memoria su scala diversa: il cippo ed il Monumento al Partigiano di Cima Grappa
Tra i monumenti che ricordano la resistenza, quelli realizzati a Cima Grappa hanno un valore ed un significato ulteriore rispetto a quelli disseminati sulle pendici del Massiccio.
I monumenti di Cima Grappa, infatti, propongono una memoria generale sulla resistenza, raccogliendo ed elevando ad un livello superiore quelle locali.
I due monumenti da analizzare sono:

Il cippo collocato nell'area monumentale, a lato dell'ingresso della Galleria Vittorio Emanuele III

Il monumento al partigiano realizzato nell'area sottostante l'Ossario
L'attività può essere modulata sulla traccia analisi proposta da Livio Vanzetto, Guida storica ai monumenti di Cima Grappa, Istresco-Cierre-Canova 2001, pag. 68-75.

5. Dai monumenti alle ricostruzioni storiografiche
Una particolare forma di memoria è quella degli storici, elaborata nel rispetto di regole e procedure metodologiche condivise.
Sulle vicende della resistenza nel Grappa esistono diversi contributi storiografici con i quali è possibile confrontare le conclusioni a cui è pervenuto il percorso proposto.
In generale, si tratta di ricerche che hanno ricostruito vicende e dinamiche legate agli avvenimenti accaduti tra il 1943 ed il 1945 e, in particolare, il contesto e le modalità del Rastrellamento del 1944. Nella bibliografia di Livio Vanzetto, Guida storica ai monumenti di Cima Grappa, Istresco-Cierre-Canova 2001, sono indicati i testi che è utile consultare per verificare quali rapporti intercorrono tra le ricostruzioni storiografiche e le operazioni della memoria.

Molti degli sviluppi e degli approfondimenti che qui si propongono, tuttavia, si collocano sul terreno delle ipotesi che meritano di essere esplorate e suffragate in una prospettiva di costruzione del sapere storico che trova forza e ragione negli interrogativi che il presente pone alla elaborazione della memoria del passato.